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sabato 26 febbraio 2011

SAME OLD CARDINALS


L'origine degli attuali mali dei Cardinals

Cambia presto il vento in NFL. E' dura respirare per lungo tempo l'aria delle altezze se non vi si è abituati. Solo due anni or sono i Cardinals giocavano, perdendolo clamorosamente negli ultimi (35) secondi di gioco  (indimenticabile il passaggio di Roethlisberger per Santonio Holmes), il superbowl. Due anni dopo la franchigia pare essersi squagliata. Quanto possa fare un singolo giocatore (nel caso specifico il QB Kurt Warner) è presto detto: gran parte della squadra. Kurt Warner ora si è ritirato (a differenza d'altri comunicando il ritiro senza tornare sui propri passi). Quest'anno, i Cardinals sono stati guidati dai QB Max Hall, Derek Anderson e Matt Leinart: tutti hanno -fortemente- deluso. Il problema è che ora Fitzgerald, uno dei WR più forti dell'intera lega, dovendo rinnovare il contratto (sarebbe la terza volta con i Cardinals nella sua carriera) chiede garanzie ovvero l'arrivo di un QB di spessore: pare che il giocatore abbia fatto i nomi di Marc Bulger e Kevin Kolb (non è che chieda la luna in altre parole).
Ad Arizona, da sempre franchigia simbolicamente perdente, il solo fatto di aver sfiorato la vittoria ha spinto taluni a pensare a quanto sarebbe bello, finalmente, vincere qualcosa.
Come dargli torto?

DIAMONDS IN THE ROUGH



Ciò che rende affascinante il draft è, tra le altre cose, la possibilità, tutt'altro che rara, che un "late round pick" possa esplodere tra le mani del team che l'ha scelto, cambiandone, per decenni, il destino. E' successo molte volte, talvolta in maniera persino clamorosa. Per unanime consenso, il più incredibile dei casi si è verificato con uno dei migliori QB di ogni tempo: Tom Brady. E' bene precisare che le difficoltà di individuazione, nel draft, delle potenzialità di un giocatore è circostanza del tutto naturale stante la giovane età dei giocatori (un'età in cui spesso e volentieri il giocatore si trova in fase di "sviluppo" sportivo) ovvero la circostanza per la quale, nel college di riferimento, ha trovato poco spazio ovvero, ancora, si è trovato a giocare con schemi di gioco differenti da quelli utilizzati in NFL e tali da far dubitare del fatto che il prospect possa adattarsi/essere sviluppato al mondo professionistico. Torniamo a Tom Brady: nella sua carriera, oggi ancora all'apice, ha già lanciato per più di 34.000 yards per un totale di 261 touchdowns, venendo selezionato 6 volte per il probowl e vincendo tre volte il super bowl ove, peraltro, per due volte, è stato nominato MVP.

Per la cronaca, Tom Brady prese parte al draft dell'anno 2000 e venne scelto, al sesto round, in posizione n. 199. Per ben 199 volte i teams non si accorsero di chi Tom Brady era/avrebbe potuto essere.

Se ad aprile non vi scelgono, fatevene una ragione.